I versi di Giuliana Donzello


Giuliana Donzello è nata il 25 aprile 1949 a Venezia, dove ha conseguito la laurea in Lettere e successivamente si è specializzata all’Università di Firenze. Ha affiancato fin dall’inizio della sua carriera l’attività di docente a quella di ricercatrice, collaborando con il Dipartimento di Storia e Critica delle Arti Contemporanee dell’università di Venezia e con il Settore Arti Visive della Biennale. Ha pubblicato diversi saggi sull’arte e numerosi articoli sulla ricerca didattica, collaborando con riviste specializzate, tra cui “L’Educatore, Mensile di Pedagogia, didattica e servizi professionali per la scuola primaria”, dell’editrice RCS – Fabbri, Milano. Ha curato situazioni orientative e formative per il MIUR e l’Università di Venezia ed è stata relatrice e formatrice a convegni e seminari europei sulle tematiche dei linguaggi analogici e dell’inclusione.

Scrittrice e studiosa, tra le sue pubblicazioni vanno citate: “Arte e Collezionismo. Fradeletto e Pica primi segretari alle Biennali veneziane 1895-1926”, Editrice Firenze Libri, 1987; “Un ragazzo zingaro nella mia classe”, Editrice Anicia, Roma, 1998; “Il vento di Tampere”, Editrice Anicia, Roma, 2007, che è stato al centro del convegno sull’integrazione alla Commissione europea nel gennaio del 2008.
Dal 2008 si dedica alla scrittura creativa. “Il serbatorio dei sentimenti”, edito dalla casa editrice Progetto cultura 2003, Roma 2010, è stato il suo esordio letterario.
Sono seguiti: “La stagione delle cicale”, Seneca di Torino, 2012; II^ Edizione Aletti Editore, Guidonia (RM) 2013, opera insignita del II° Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” 2016; “Fiori di sale”, II° Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” 2017, BookSprint Edizioni, Bucino (SA), 2013; “Il tre periodico”, II° classificato al Premio Internazionale “S. Quasimodo” per la narrativa edita da Aletti Editore, Guidonia (RM) 2015; “Scritti d’Arte”, insignito del primo Premio Internazionale Cumani 2017 per la saggistica, edito da Aletti Editore, Guidonia (RM) 2016; “L’Ostatismo ultima impronta del Novecento”, Premio della Giuria al concorso “Scrittori per l’Europa” 2017, edito da Ibiskos Ulivieri, Empoli; Premio Astrolabio 2018, prima classificata Sezione poesia singola; “L’accusa del tempo”, Europa edizioni, Roma, 2018.
Nel 2019 è stata insignita del “Premio per la Miglior Trama” al Dickens Books Awards, Napoli, e risultata vincitrice del Premio Letterario Internazionale “Maria Cumani Quasimodo”, sezione poesia singola; “Crisalidi”, Leonida Editrice, Opera vincitrice del Premio Maria Cumani Quasimodo 2022; “Crisalidi-Chrysalises”, testo italiano-inglese, translation by Ivano Mugnaini, Leonida Editrice 2023; “Un anno con… Calendario letterario”, Aletti editore, 2024; “Topografie di memorie”, Leonida Editrice 2024

Arte, istituzione e potere. La Biennale di Venezia 1895-1942, Crysalises-Crisalidi e L’altana sono stati premiati alla Biennale di Milano 2023 e insigniti della menzione speciale per il talento e la qualità al “Premio Margherita Hack 2023” e al “Premio Jacopo Da Ponte 2024”; “Topografie di memorie” è stato insignito del “Premio Arte Biennale”, Venezia 2024.
Numerosi i riconoscimenti ricevuti per meriti artistici e culturali. I suoi testi sono riportati in antologie, riviste e dizionari di scrittori e poeti contemporanei.

CRISALIDI
(I° Sezione)

E quello che albeggerà
segnerà di novità
ogni giorno dell’Uomo nuovo
(da “Congedo”)

LE PAROLE DEL POETA

Dolci suoni di versi
nelle segrete del cuore
rinchiusi.
Voci inascoltate,
offese,
mute
negli immortali giorni
di uno scalpitante
tempo verde
innocente.
Giorni passati,
colati
come miele
nel vaso dell’esistenza,
prezioso.
Tra argini erbosi
e luce dorata,
in una tarda mattina
liberati,
pronti a sbocciare,
pallidi fiori
quando allo sguardo
pesante
di sonno,
s’affanna e fugge via
la vita. 

INFANZIA

(A Marino)

Qualcosa mi aveva spinta a tornare.
erano le vecchie rive,
erano gli odori di intingoli
nel ricordo di una trattoria che più non c’è;
cantilene che il vento s’era portato via.
era il ricercare i nostri anni, segnati
di innocenza e di sofferenze.

La città d’acqua, assorta e silenziosa,
vigilava il nostro giocare in angoli dove
i vecchi erano rimasti, e i forestieri
tornavano per continuare a sognare.
Era lo scalciare dentro un’ultima lingua
di mare; onde che sommergevano
in un abbraccio verdastro i nostri castelli.
anime in volo dentro un leggero turbinio,
velieri sospinti nel riflesso di esili ombre
inghiottite dall’acqua.
Sognavamo il mare, le sfumature verdi
del suo orizzonte che ci accarezzava,
ci respingeva, e si prendeva la nostra età,
tutta corpi al sole, sputi di sale,
conchiglie e tristezza.


(II° Sezione)

Lì, dove sarai,
mi respirerai presenza
(da “La lontananza”)

IL VIANDANTE

Lasciate seguitar la strada
a chi ha volto il cuore a valli
azzurre per la lontananza,
e nella gioia ampia
dal cammino inquieto
è esaltato e dominato:
migrante che non sa il riposo.
Ai suoni umani sordo,
cresciuto nella pazienza
di un racconto scritto
dai suoi silenti passi,
sorriso gentile a cui risponde
il carattere tenace,
fedele ad un pagliericcio
misero nella sua triste pace.
Poeta innamorato del crepuscolo
e dell’alba dalle rosee pupille,
nel trionfo dorato di un primo raggio
inanellante la solitaria pozza,
lascia scorrere emozioni,
girotondi di luci, sogni accesi
sul davanzale della notte
al rumore dei passi nutriti d’ombra.
non conosce indugi l’andare suo.
Viandante senza tempo e senza storia.

A cura di Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice