
S O L I D A R I E T A
Uomo che vai diritto per la via, a testa bassa, senza mai sostare, volgi gli occhi ai bordi del sentiero, vedrai un fratello: tendergli la mano. Egli è inciampato lungo il suo cammino in una trappola infida della vita. Difficile è per lui ora rialzarsi, smarrito e stanco al ciglio della strada e con l’angoscia di ritrovarsi solo. Basta un sorriso, una mano tesa un gesto di conforto, di bontà a dar vigore e alito di vita, a dar sostegno, solidarietà ! Sappi che il tempo che così hai impegnato c’è chi domani te lo renderà con quell’amore di Padre e di Fratello che si consuma nell’ eternità !
QUANDO …
Quando il vento si alza
e strappa dai rami già stanchi
le ultime foglie appassite…
quando senti nel cuore
una struggente malinconia
di immagini sbiadite…
e il tuo cielo, ormai,
ha i colori già spenti
di un crepuscolo invernale;
e le rondini abbandonano i nidi;
e il vento devasta i giardini
e disperde le pagine scritte
di un diario ormai privo di sogni…
alzati, Amica mia, e và.
Tu stringi tra le mani una foglia
con l’illusione di una carezza
di fresca rugiada… sono solo
lacrime fredde di pianto…
và, Amicanmia, và…
e non voltarti indietro !
Guido De Marco
OMAGGIO ALLA FOLLIA
Gocce di pioggia sul rugoso viso
segnato dalle regole del tempo,
ad alleviar l’arsura della vita,
come dagli occhi lagrime di gioia,
mentre, furtiva, passa la Follia …
Voglio afferrarla e quindi farla mia,
seguire l’impeto, la piena fantasia,
senza divieti, senza ipocrisia …
Donar all’anima mia la libertà
fuor dagli, schemi, da finte verità,
fuggir la pretesa della “normalità”.
Benvenuta tu sia, cara Follia
che ignori regola costituita
che dai sfogo alla tua frenesia,
e col tuo genio, senso dai alla vita.
Per una volta, almen, diventa mia!
E pur se sfuggi al rigor della realtà
regala al cuor la gioia della felicità.
Guido De Marco
In costante ricordo della mia adorata mamma !
DUE DI NOVEMBRE
Due di novembre, giorno del ricordo ! Quanti fiori, oggi, ai cimiteri che adornano le urne di colori … e quante, in prece, sono le persone che carezzano un volto in porcellana con un sorriso mesto di dolcezza
e con in cuore tanta tenerezza,
mentre una lacrima gocciola sul viso.
Ho amato la mia mamma su ogni cosa
e prego Iddio che l’abbia in paradiso. Oggi le offro l’essenza d’una rosa con il ricordo adorato del suo viso.
Guido De Marco