Nostalgiche viuzze del dolore
Strade benedette del mio rione
O stradine care del mio cuore
Vicoletti pazzi dei miei sogni.
Stretti sentieri dove cammina la gioia
Dorme qui l’ infanzia che sempre ricordo
Insieme con le stradine di intorno
Mi portate ad occhi chiusi a mia soglia.
Sono rufugi del mio povero cielo
Vado e si scatta pioggia di stelle filanti
Qui ci sono anche gli angeli alati
Bengale adornano il domestico tetto.
Lungo percorso, benedetta contrada
Di qua io seguo del mondo la scia
Qui fra la gente bramo la nostalgia
Ogni cosa mi sorride e mi chiama a casa mia.
Arrivato a mia casa fuori il portale
Si affaccia la mamma che le lacrime terge
La sua testa avvolta alla febbre
Le cadono le lacrime e brucciano lo scialle .
Correndo mi avvicino a mia mamma
Gioiosa e tremante a mia casa
Qui si abbraccia il Sole con la Diana
Sorride e la luna e mi abbraccia.
La mia gioventù, esce e mi stringe forte
Mi prende per la mano, andiamo via
Ma non si spegne mai la nostalgia
Che sta intrappolata dietro le porte.
Amore mio, sotto le tende, ti rammenti
Quando si baciavamo dolcemente
Restano ancora le nostre pronte fresche
Sui fra poco di allora i cementi.
Non si cancella nulla di allora
Tutto qui sta vivo, eloquente
Il polverio di ricordi si estende
Portando brezze d’indelebile memoria.
Eleuterio SciomoK11. m.p.i.” BREZZE DI MEMORIA “
